giovedì 11 dicembre 2014

Una futura autobiografia piena di informazioni

Quella che di seguito leggerete e' il capitolo iniziale della mia autobiografia,  cui sto ancora lavorando. Sarà diversa dalle solite: sarà piena di informazioni sui Servizi Segreti. In realtà svelerà il vile gioco di schiavitù a cui, senza rendercene conto, siamo partecipi ogni giorno. Come vittime. Le scoperte che rivelero' riguarderanno ciò che ho scoperto nella mia modesta esistenza, a mie spese. Passo dopo passo noterete anche voi qualcosa di diverso in ciò che vi sta attorno. Probabilmente vi sveglierete, incomincierete a porvi domande.
Allora, siete pronti ?
Iniziamo.


                                 CAPITOLO 1
Credo che avrei dovuto avere sette od otto anni.
Il ricordo e' nitido, chiaro, diretto. È autunno inoltrato.
Mi trovo per le strade del mio quartiere.  Sto percorrendo la strada principale.  Le auto passano a velocità moderata. Lungo la strada solo case tipo villette, a due piani,  niente palazzi.
Il cielo è grigio, cupo, tipo quei cieli che avvertono di una tornado in arrivo. Il vento soffia leggero. Qualche goccia di pioggia mi lacrima sul viso. Vesto con un maglione sgualcito,  un paio di jeans e scarpe da ginnastica. Un foulard mimetico mi riscalda la gola. Ho ancora gli occhiali da vista. Sono un dolce e carino bambino incuriosito da ciò che gli prospettera' il futuro.
Arrivo alla chiesa Sacro Cuore. Si trova alla mia destra, adiacente a dei giardinetti con alcune giostre. Bambini più piccoli e più grandi di me giocano allegramente sotto lo sguardo vigile delle loro madri. Scenograficamente rappresento l'avventuriero solitario.  Non mi è mai dispiaciuta la solitudine; mi ha sempre fatto sentire .... unico .... speciale. D'un tratto, alla mia sinistra, sento il motore di una macchina.  Con la coda dell'occhio la vedo arrivare. È bianca, modesta. Alla sua guida una donna sui 50, capelli corti, in leggero sovrappeso,  con splendidi e giganti occhi neri.  È vestita tutta di nero con bracciali e collane dorate. A suo modo attraente. Ma c'è qualcosa .... qualcosa che mi lascia perplesso ... che mi da' da pensare. E' la sua posizione.  Schiena dritta, mani sul volante a formare l'orario consigliato a scuola guida per il perseguimento della patente (ore 10 e 10), occhi sgranati.
Poi capisco.
Mi sta "portando" lei.
Dopotutto la libertà ha un prezzo.







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