lunedì 20 novembre 2017

Sono uno sciocco ?

Ad una attenta analisi parrei quasi uno stupido, uno "stupidotto" ma credo che sarebbe un esagerazione ; tutt'al più potrei avvicinarmi discretamente al significato della parola "sciocco", una parola dolce, quasi romantica. Questo perché "stupido" è colui che è dotato di scarsissima intelligenza -ed io non credo proprio di essere a questi livelli 😊- mentre "sciocco" è colui ( o colei ) che è sprovvisto di scaltrezza, avvedutezza o prudenza. Ingenuo. Ma perché sto spiegandovi il significato di questi termini e soprattutto di quest'ultimo ? Perché nonostante tutte le battaglie che consciamente o inconsciamente ho intrapreso -e che ho regolarmente perso- mi sento ancora una persona Fortunata. Nonostante sia ormai diversi mesi che vivo con meno di 300 € al mese, non è affiorata minimamente la parte lamentosa del mio "io" più o meno profondo. Questo perché tutte le volte che accade un cambiamento nel mio stile di vita ( che non ho deciso io, sia ben chiaro ) il mio grumo grigio/rosa chiamato cervello si adopera per trovare delle soluzioni per passare meglio le mie giornate imparando qualcosa. È così che da agosto mi son dato alla lettura e da un mese a questa parte alla visione di serie TV o movies, tutto con accesso libero ( GRATISS !! ) grazie alla biblioteca della mia città. Di libri ne ho già letti una quarantina scarsi e credo di aver imparato diverse cose sullo stile, la narrazione, gli errori ortografici ma soprattutto ho tenuto alta la mia immaginazione, elevandomi dallo squallore ( forse è una parola troppo forte, scusate, ma al momento non me ne viene in mente nessun altra per descrivere non tanto il mio vivere materiale quanto le persone che sono obbligato a sorbirmi 😕 ) della vita là dove vivo ; e le storie cinematografiche mi son servite a svagare l'intelletto a volte troppo impegnato a valutare il finale dei miei anni che verranno ( e lo fa molto cinicamente 😊 ). Io la Speranza non l'ho mai persa e so già che non la perderò MAI perché è in me, radicata come una quercia secolare che con l'acqua piovana cresce, si nutre e splende nel verde, con lo sguardo rivolto al cielo. Sono uno che "pensa positivo" ? Mah, il pensiero positivo lo reputo un artefatto della mente. ..ed io sto parlando del Cuore.

giovedì 2 novembre 2017

Il lato buono e meno buono dei turchi che sono al parcheggio dove al momento dormo

Di aspetto, spiace dirlo, ma i più sono orrendi, dei mostri ; se avessero foto in cui erano giovani, le tirassero fuori e le mostrassero in giro sicuramente la gente penserebbe ad uno scherzo. I più sono ( o sembrano ) generosi ed hanno sempre qualcosa da offrire anche se in realtà non so se sia solo una forma di galateo. Quando non ho soldi e caffè glieli chiedo e loro raramente rifiutano. Ma il lato buono finisce qua. Partiamo col dire che spesso dialogano a voce talmente alta che sembra che stiano litigando, gesticolando con le braccia, testa e mimica facciale da far invidia agli attori ( oddio, proprio invidia non credo ) e già solo per questo a me, amante della calma e del leggero silenzio, mi gettano sull'orlo dell'ira, passando rapidamente da festoso a più che arrabbiato ( che poi cos' avranno da dirsi, visto che già per mia esperienza so' per certo che chi fa lavori umili più che dei quattro discorsi tramandati dagli avi di solito non hanno ? ). Poi c'è il fatto che fanno un pò troppo come se fossero a casa loro, rispettando solo saltuariamente la mia presenza perché, si sa, l'intruso sono io ... Poi c'è da dire che ogni tanto fanno sparire qualcosa dai bagni, tipo specchi e contenitori dell'immondizia ( CONTENITORI DELL'IMMONDIZIA ?! ) e rompono rubinetti e docce, probabilmente così, o tanto per fare o perché "capita" ; questo senza contare che gettano i loro rifiuti nei cassonetti sbagliati ( si, anche qui al parcheggio c'è l'indifferenziata ) ma in questo caso potremmo pure perdonarli perché è probabile - ma siamo sicuri ? - che non sappiano l'italiano. Ma dulcis in fundo ... rubano ... A ME !! Ebbene sì, ogni tanto mi sparisce qualcosa, come le scarpe, le lamette da barba, la macchinetta per tagliare i capelli e altro, tipo il quotidiano lasciato ( scordato ) sul piccolo davanzale nel locale ristoro ; e qualche giorno fa anche una padella. Anzi, LA padella. E a me girano i maroni !! Voglio essere sincero con voi : ho cominciato a pensare che ciò che prendono a me sia una sorta di "favore ricambiato" ( in stile mafioso ) per le sigarette - ma quante ?! toh, una quindicina al mese al massimo e non è che me le dia tutte un turco solo - e i caffè ( diciamo cinque, va' ). Ora : lo so che posso passare per maligno ma io ci ho fatto caso a come si comportano e più li osservo più mi paiono maf ... ; ok, non si può dire ma ci siamo capiti. Che aggiungere ? Ho bisogno di andar via da là, un bisogno sempre più urgente. Non ho soldi per la tenda, al momento, ma da questi "cosi" devo scappare. E a gambe levate.

mercoledì 1 novembre 2017

Il meschino

( Questo post rischia di essere lungo ma lo ritengo uno dei più importanti e interessanti che abbia mai scritto ; questo perché coi meschini ciò sempre avuto a che fare, purtroppo, e ritengo sia ora di scrivere di loro, di uno in particolare ma ricordando a Voi che il 'modus operandi' è lo stesso di tutti gli altri ) Lo conobbi diversi anni fa, quando dormivo nell'anticamera del bagno femminile del gabbiotto. Lui è sotto la trentina, turco, scuro di pelle, tipo sudicio ma soprattutto maleducato, opportunista, supponente, ipocrita della peggior specie, uno di quelli che frega anche i cosiddetti amici appena gli girano le spalle e verso di me è in continuo mobbing. Iniziò coll'entrare nel bagno femminile passando dal mio stanzino come se io non ci fossi nascondendo la sua roba che spacciava : sigarette. In seguito anche giubbotti e carburante preso dai camion dei suoi simili, turchi anche loro. A forza di andare e venire distrusse il bagno. Proprio come un uragano -termine però che renderebbe troppo simpatico questo cavernicolo ma al momento non so come rendere l'idea della velocità, la forza ( bruta ) e la stupidità con cui si muove - ovunque andasse creava danni e la cosa non gliene importava niente. Una sera tornai all'anticamera e trovai una lavatrice attaccata alla presa ; glie la misi fuori. L'avessi mai fatto !! Il giorno dopo mi minacciò di accoltellarmi, per il gesto "meschino" ( IO !!! ) che avevo compiuto. Si risolse con la sistemazione della lavatrice direttamente nel bagno, proprio nel posto in cui aveva la sua "merce". Avete capito ? Lui poteva benissimo sistemarla là già prima ma essendo un MESCHINO voleva guadagnare terreno, così, facendo finta di nulla, muovendosi come un serpente !!! Nel frattempo fece "amicizia" con le pseudo-guardie che ci sono qua, dicendo che non poteva andare via dall'interporto perché faceva il "traduttore" alla dogana per i suoi compaesani ( ah sì ? e prima come facevano ?! mistero ) e avrebbe addirittura fatto firmare una petizione a quest'ultimi - se fosse stato necessario - per validare la sua presenza ; così, entrava e usciva a piacere con la sua auto senza che qualcuno gli dicesse alcun ché. Ma questo è solo l'inizio ed io non voglio dilungarmi troppo. Ultimamente ha preso possesso anche nell'anticamera dove stavo, col suo frigo del tutto inutile in inverno ma che, si sa, essendo MESCHINO, serve solo ad avanzare di potere nei confronto miei. Ha preso possesso anche del punto ristoro all'interno del gabbiotto, riempiendolo di cappotti pronti per essere venduti ed io, tutte le volte, me ne devo sortire anche di lì, quando arriva lui, perché i suoi sguardi fanno capire che il posto è suo. Poi c'è il fatto dello sfotto', del suo "amore !" quando mi chiama, con quell'aria da mafioso che di fatto è. Non vi sto' a dire poi tutte le volte che mi urta, con braccia e gambe, chiedendomi poi uno "scusa" meschino e ipocrita come lui. E i rumori inutili che fa chiudendo o aprendo le porte, i suoi movimenti da imbruttito ma con l'aria di chi ha il potere di aggiustare tutto. Avrei ancora molto da raccontare, come il fatto che appena trovo un angolo tutto per me, lui se ne appropria in brevissimo tempo, facendo sempre finta di niente. E pensate che al gabbiotto ci sono tre poltrone, due panche di ferro lunghe e quattro o cinque sedie ed io ... posso sedermici solo quando lui non c'è perché appena arriva i cappotti hanno la precedenza ( ma naturalmente senza che muova la bocca per dirlo chiaramente, eh ! ). È un meschino di merda, uno di quei figli di puttana che uno spera che muoia con molto dolore, pian piano, soffrendo a dismisura e non in un letto d'ospedale ma in mezzo a un campo, d'inverno, sotto la pioggia, neve e ghiaccio. Non sono cattivo io : è cattivo lui. Anzi, è un MESCHINO.

domenica 15 ottobre 2017

Elisabeth Von Armin ? Un Amore !

Piccolina ( dicono un metro e cinquanta ) carina, dall'intelligenza vivace e brillante e nei suoi libri - almeno nei tre che ho letto finora - il sarcasmo e l'ironia non mancano mai . La sua vita è stata errabonda, con più di un matrimonio e diversi ma diversi amanti . Herbert George Wells ( suo contemporaneo ) dichiarò che ella era la donna più intelligente della sua epoca e forse non ebbe torto, chissà . Ma questa non è una sua biografia ; volevo però darvi qualche traccia prima di svelarvi ciò che ho provato leggendo i suoi romanzi. Ecco, la prima sensazione che ho avuto è stata quella di avere una piccola mancanza di me nel sapere che tutt'oggi la macchina del tempo o il teletrasporto per le epoche lontane e vicine, passate e future, non sono state inventate ( o almeno non commercializzate 😊😊 ) . Vorrei conoscerla, farle la corte ovviamente ma soprattutto dialogare con Lei, magari appena alzato, a colazione, quando la mia mente è fresca e sembra giovane, pur sapendo che per Lei la mattina era fatta per stare a letto. Leggendo i suoi scritti riesco a captare una poetessa non in rime ma, lo stesso, in frasi, storie e racconti. Le sue descrizioni sono superbe : sa scrivere . Vengo condotto per mano nei suoi giardini pieni di rose bianche, girasoli, azalee ed ogni tipo di pianta colorita che innalzi lo spirito su, verso il cielo. I suoi dialoghi pungenti ma mai scortesi o scostumati mi tengono incollato sulle pagine col sorriso sulle labbra, mai annoiato. Io la immagino dolce, dietro i suoi atteggiamenti. Ma la sua dolcezza è riversata sulla natura, il sole, il cielo e le stelle e non per le città. Mi vedo passeggiare assieme a Lei, mentre mi spiega gli effetti di ciò che la circonda nella sua gioia per la vita ; io, incantato, non posso far altro che annuire, mostrandomi pronto a fare il passo d'inginocchiarmi di fronte a coLei che riesce a rapirmi, corpo e mente, per chiederLe se sa per quale grazia divina stia camminando su questo pianeta . Chissà, forse per Illuminare il futuro delle donne che non si accontentano di stare a casa a cucinare, cucire e aspettare il marito, visto che Lei non lo ha mai fatto 😊😊. La sua era un altra epoca : fine '800 e inizio '900, quando le donne facoltose dovevano si' studiare ma solo per non danneggiare il nome del marito. Britannica, ha vissuto in Inghilterra, Germania, Polonia, Svizzera, Stati Uniti. Oh Elisabeth, ora non ci sei più ma grazie del fatto che almeno ci hai lasciato qualcosa di tangibile sulla tua Anima ! E non ti preoccupare : io faccio parte di quelli che ne prende nota 💘💘💘💘 .

domenica 3 settembre 2017

La sigaretta ? E se fosse un mondo parallelo, astratto ma meditativo ?

Cammino per il parcheggio. Il mio corpo mi parla ma non dice niente di buono. A volte mi sembra di tremare. Ho bisogno di una sigaretta. Non ho un centesimo da più di dieci giorni ed oramai è un continuo chiederla ai tipi del parcheggio in cui vivo, anzi, sopravvivo. Giornate passate tutte quasi uguali dove il cambiamento più consistente è la lettura di un libro diverso da quello dei giorni scorsi. Cammino, osservo, noto, mi dirigo verso qualcuno che può aiutarmi. Strisciando emotivamente gliene chiedo una. La sua faccia grinzosa non sembra infastidita. Approva. Lo ringrazio sempre strisciando emotivamente con ora un sospiro di sollievo che avvolge corpo (principalmente ) e mente. L'accendo soddisfatto e mi accorgo ( o mi sembra ) che il tempo si è fermato. Mentre aspiro il mio conscio inizia a viaggiare verso argomenti, sia interessanti ( o reputati tali da me ) come cosa fare con i soldi della pensione del prossimo mese, magari un piccolo viaggio, un pasto abbondante delle mie prelibatezze preferite o semplicemente gettarli al vento del cinema, che quelli più svariati tipo il sesso che non faccio da anni, il motivo di una vita così spartana che il tempo ormai mi ha abituato a fare o l'interessamento ai vari siti "complottistici". Nella mia mente è tutto un susseguirsi di immagini, immagini che il mio corpo li assorbe in maniera trascendentale, come se stessi meditando camminando. Mi chiedo dov'è che risieda tutto sto potere nel tabacco perché nessuno me ne aveva mai parlato. Credo forse sia l'astinenza forzata che porti a questo. È incredibile come un'aspirata possa porre l'uomo su altri fronti, in altre e alte frontiere : mi sembra quasi di essere più spirituale 😊. A volte persino i colori assumono altre sfumature. Ma è quando la sigaretta finisce che capisco : si chiama Dipendenza e ne sono assuefatto. Purtroppo ? Oppure no ? A volte me lo chiedo anch'io.

sabato 2 settembre 2017

Sigaretta ?

Il fumo fa male, d'accordo, ma ... C'è un "ma". Fin da giovane adolescente aborrivo il fumo, il suo maleodore, ciò che lasciava sui vestiti e nell'alito, il suo osteggiamento a persona ricercata, forse di classe, il suo prezzo, e quindi non fumavo. Mai. Non riuscivo a capire l'esigenza di tutto ciò e se lo chiedevo alla gente le risposte erano pressappoco di questo genere : "è il gesto", "è l'abitudine", "mi piace", "mi rilassa", "fa passare il tempo", "ho preso il vizio". Crescendo ho continuato a non capire comunque il "vero" ( o presunto ) significato del fumare, cercando -non ci crederete- addirittura di evitare coloro che lo facevano. Evitavo consciamente e inconsciamente i miei simili come se fossero in qualche modo "appestati", come se corressi il rischio di essere portato sulla cattiva strada. Nella primavera del 2012, a quasi 36 anni di vita, qualcosa è cambiato. Se oggi dovessi cercare una motivazione di tale decisione NON presa con volontà intellettuale, direi che è stato per ansia da prestazione lavorativa. Infatti, dopo due anni passati senza un soldo a girovagare per le strade della mia città e un tso conclusivo, ero tornato alla vita di magazzino. Una telefonata da parte del mio psichiatra aveva riallacciato un minimo i rapporti con l'ex ditta a cui avevo prestato la mia mano d'opera dal 2006 al 2010. Tanto era bastato a ricatapultarmi all'interno di un ingranaggio a cui prima mi ero rifiutato ( Ma adesso lo avrei fatto a modo mio. ). Fu così che le prime offerte arrivarono ed i primi pei con i suoi maleodori si susseguirono. Fu ansia da prestazione, ne sono sicuro. Non riuscivo a stare fermo per un minuto e quando lo dovevo fare perché aspettavamo un camion, una distinta o un "ok" dagli uffici interni, mi davo al mio nuovo piacere. Vale giusto dire che dapprima ero convinto che non sarebbe durato, che era solo qualcosa di passeggiero, che tanto nelle ore di uscita non lo avrei fatto. Ma mi sbagliavo. Cominciai col comprare i pacchetti da dieci assieme ai vari caffè nei bar in cui bazzicavo ( caffè e bar, altro vizio ) e mano a mano che lo facevo il mio corpo aumentava il desiderio di farlo : ne voleva di più. Arrivai nel corso del tempo a ben due pacchetti, e di quelle lunghe. Ne provai diverse varianti, aromatici e non, diverse marche e arrivai anche ai sigari e sigarettini, fino al tabacco di oggi. Inutile negarlo : ho la mia dipendenza ; È una dipendenza. Nelle ultime due settimane sono rimasto al verde e il bisogno che sentivo ha fatto sì che la mia mente languisse e la mia lingua parlasse con chiunque incontrassi per richiederne una. Almeno una. È stato così un susseguirsi di proclami striscianti, disperati e umilianti verso a tutti ( e dico proprio tutti ) i camionisti che avevo attorno, al parcheggio mio solito. Non avendo soldi per comprarle e datomene una ogni tanto, le gustavo in una maniera che sembravo un artista intento con la sua opera. Oggi so cosa mi dà. E ne sono sconsolato. Per me è un passare il tempo, un rilassarsi, un non-pensare ma anche pensare. È qualcosa di urgente, un bisogno. So che fa male e incomincio a domandarmi come smettere veramente perché in passato ci ho provato, qualche volta, anche se non proprio ben motivato. Così il tempo passa, la domanda ( assieme a tante altre su svariati argomenti ) rimane, l'odore pure. Ed io rimango a guardare la scia che lascia pensando che domani sarà un altro giorno.

domenica 20 agosto 2017

Ferragosto 2017 di un senzatetto 😊

Di solito ad agosto, a ferragosto, gli anni passati, qualche soldo ne avevo. Nel 2015 ho passato giorni fantastici a Nizza, luogo dorato sia per la gente che per il caro-vita. Giornate memorabili passate sulla ormai più che nota Promenade Des Anglais, sul suo mare tiepido e cristallino, anche se solo a tratti, con delfini ( si', delfini !!) che nuotavano al largo dei bagnanti. Nel 2016 ancora lavoravo e quindi era più che ovvio che il giorno di S.Maria lo passassi al ... cinema 😊 . Quest'anno ho perso il lavoro causa la mia malattia mentale : il mio disagio interiore, da metà maggio a tutto luglio, mi ha fatto "compagnia". Quindi che ho fatto ? "Niente di speciale", sembrerebbe o direbbe il solito aguzzino rovina - feste 😅😅 . Nel concreto ecco la mia routine in quel giorno che secondo la leggenda sancisce la fine dell'estate, dove le aspettative di pioggia salgono a priori sui gradi Celsius. Mattinata : sveglia presto, caffè liofilizzato e sigarette. Soldi contanti non ne ho più e devo aspettare il primo settembre per averne. Classica girata all'Uci, con camminata pensante, rilassamento nervi e boccate di fumo. Pranzo alla mensa dei poveri. Ottimo cibo e servizio ma pessimi "colleghi" di strada ( a dire il vero non sento nessuno come "collega" 😕😕 ). Pomeriggio su YouTube a guardare "Tenebre" di Dario Argento, un "vecchio" regista che oggi non so che fine abbia fatto... Poi, Duolingo, l'applicazione per me valida per studiare l'inglese per un probabile viaggio dicembrino. Il tutto, naturalmente, sdraiato sul mio tappetino , coi piedi al vento ma con l'afa che ancor oggi serpeggia 😮😮. Pomeriggio tardo sempre all' Uci, con rituale passeggiata pensante e serata di nuovo su YouTube , questa volta per guardare video sui vari "coach life" ( ebbene sì : anch'io sono attratto da questi argomenti, anche se sono al quanto scettico sui loro risultati 😉 ). Alle 22 si spenge tutto e si fa la nanna. Come vedete la vita di un senzatetto nella calura festiva ed estiva scorre via via lenta, come un ruscello a valle, dove le acque calme dell'arrivo giacciono in cerca di un mare in cui buttarsi. Ps : dimenticavo ... All'Uci ( Cinemas ) NON sono andato a vedere movies ma proprio a camminare al suo esterno 😉😉.