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Un piccolo sfogo

A volte, la vita, SEMBRA imprevedibile, SEMBRA stupirci ma in realtà è perché noi ci siamo fatti abbindolare dal suo genere "umano" e dai suoi modi scimmieschi. Dietro frasi come "ahimè, se potessi ..." o "eh, purtroppo ..." si nascondono meschinità dietro facciate sociali accettate. Se ci fate caso NIENTE capita per caso. E il filo conduttore, più che il destino, sono persone che si nascondono aspettando il momento giusto per colpire, passando il loro tempo a vegliarci piroettando nella vita. Proprio stasera ho scoperto che una persona da me molto conosciuta spia le mie mosse nell'ombra ( oddio, in realtà lo sapevo ma le conferme non sono mai abbastanza ). Quanta viltà nelle loro mosse ... Chissà cosa sperano di guadagnarci, visto che con loro ho CHIUSO e non riapriro' certo la porta a mio scapito. Quanta ingenuità ... Fingono sempre di avere "cose più importanti da fare" ma poi ... sono li ad aspettare. Per loro il guadagno della faccia...

Tristezza

Anche oggi è una giornata all'insegna della tristezza. È inutile, oramai fa parte del mio carattere ; è un segno intrinseco che mi rappresenta. Avrei voluto e dovuto scrivere per il mio diario giornaliero ; l'ho fatto ma non ho scritto un gran ché. In questi momenti ho voglia solo di stare sdraiato, dormire, magari mangiare fino a scoppiare per affogare il mio stato nella bulimia del sonno o del cibo. Adesso sono seduto su una sedia in magazzino. Sono ancora indeciso se iscrivermi o meno in palestra. Penso agli ottanta euro che ci vogliono e all'utilizzo che potrei altro si' fare non andandoci. Non so. Oggi entrerò al lavoro alle cinque ma fino a quell'ora che fare ? Devo cambiare un buono di benzina da mia sorella ( persona che eviterei più che volentieri ). Ah, la vita ... A volte ti lascia solo col tuo io ma tu non sai che fare. È in questi momenti che penso alla morte, alla dolce Signora in Nero che prima o poi verrà a trovarmi, sperando che arrivi il prima pos...

Una giornata qualunque

Io sono una persona che va a periodi, quindi, parlare di cosa faccio in una tipica giornata qualunque fa sì che la definizione della stessa mi stia un pò stretta. Ad esempio c'è il periodo in cui lavoro meno e quello in cui lavoro di più. Il periodo che faccio sport e quello in cui mi dedico più al cinema e visitare il centro commerciale qua vicino. In questo post scriverò due tipi di giornate : quella di adesso e quella che svolgo il più delle volte. Allora ... In questo periodo lavoro di più ( faccio il magazziniere pagato a voucher ed in nero ) perché c'è chi è malato e chi fa dei corsi di aggiornamento, quindi, io sono il sostituto. Generalmente lavoro dalle 8 alle 12 e dalle 17 alle 19 o le 20 tranne il venerdì che ultimamente stacco alle 22 perché c'è poco lavoro. La mattina la sveglia suona alle 6.30 perché mi piace alzarmi con calma. Prendo un paio di caffè nei magazzini della Fercam e mi dirigo all'Evason per fare una colazione salata. Lavoro, poi, dritto al Pe...

Destino

Adoro questa parola. Credo mi rappresenti appieno. Se qualcuno crede ancora al libero arbitrio, io ho seri dubbi. Già da bambino questa parola mi appariva magica, oltre che veritiera. Certo, nei momenti difficili anch'io ho pregato il Dio cattolico di aiutarmi ma qualcosa dentro me si andava rafforzando nell'idea che era già tutto scritto. I cinesi credono nel destino e questo perché hanno una visione fredda della vita grazie all'astrologia, la chiromanzia ed altre pratiche ritenute occulte. La vita la vedono così com'è. E ci si adattano. Ammetto che credere nel destino è, appunto, avere una visione fredda della vita ma ritengo questo "credo" frutto di un attenta osservazione dell'uomo ( fatta per millenni ) sull'uomo e sulla natura. Crederci non significa lasciarsi andare ma è proprio il lasciarsi andare che significa destino. Il classico esempio di chi si sdraia sul sofà e aspetta è anch'esso il parto del destino. E poi, ... Se qualcuno s'in...

La mia città : Prato

Sono nato a Prato, in Toscana, in una tarda mattinata di fine luglio, nel 1976. Mia madre era siciliana ma si era trasferita in questa città quando era molto piccola, da bambina. Come mio padre. Lui era di Barberino di Mugello. Sempre Toscana. Fin da bambino ho vissuto la mia città con giri in macchina la domenica mattina assieme a mio papà. A quel tempo Prato era molto tranquilla, traffico non ce n'era e si poteva viaggiare per ore senza alcun problema. Di extracomunitari neanche l'ombra ma c'erano molte persone del sud Italia, anche se vivevano in quartieri periferici e lì stavano. Il primo quartiere in cui ho vissuto era Chiesanuova. Un posto tranquillo dove la gente si frequentava solo dopo il lavoro, nel pomeriggio o la sera nei bar, per una partita a carte. Da quando ebbi sedici anni cominciai con l'andare in centro per conoscere un pò di ragazze. Il centro era ( ed è ) composto principalmente da quattro strade ( via Garibaldi, via Mazzoni, via Cairoli e via Pugli...

Sistema

Dicono che ogni società debba avere un sistema ma non dicono che esso non ha niente a che vedere con le leggi ( per chi non lo avesse ancora capito PRIMA viene il sistema, POI le leggi ). Ci vogliono far credere che è per il nostro bene ma non chiariscono il perché si svolga di nascosto. Infatti, questo fantomatico sistema, si muove di nascosto, meschinamente ( parola che rappresenta benissimo anche le persone che lo mettono in pratica ). Pensate, questi "esseri" passano intere giornate a spiare la gente, "valutandola", cercando di capire chi è e che cosa merita ( ad esempio il tipo di lavoro che uno può fare o la ragazza/o che può avere. In questo caso non posso non pensare se il libro che sto scrivendo verrà mai pubblicato da una casa editrice a prescindere se l'abbia scritto bene o male ). Zitti zitti decidono il dar farsi, all'insaputa dei soggetti. Ma questo è solo il primo step. Non bisogna poi dimenticare lo stupro notturno e le interrogazioni sempre...

Il Rispetto

Da bambino ero molto timido. Mi tiranneggiavano ed io reagivo molto raramente. Spesso m'incolpavo, pensando di essere io il responsabile dell'accaduto perché gli avevo dato modo di umiliarmi, magari facendo qualcosa che non dovevo fare ; magari gli avevo offesi senza rendermene conto. Ricordo gli schiaffi dietro la nuca che prendevo mentre ero girato a giocare ai videogiochi al bar ; quando mi voltavo trovavo sempre più persone che ruotavano l'indice per aria come a dire " chi è stato ? ". Queste profonde umiliazioni continuarono in età adolescenziale, seppur in diverso modo. A quest'eta' venivo "semplicemente" deriso per tutto ciò che facevo ; che fosse sport, letture o fare domande che non bisognava fare. Non solo : i miei cosiddetti "migliori amici" ( gente a cui ho dato fiducia per anni ) lo facevano in maniera molto sottile, come se fosse una battuta, un piccolo scherzo per tirar fuori un sorriso. Peccato che quando lo facevo io s...